home casi di studio paure e fobie Paure e fobie - caso 2 Joy, intervista ai proprietari

Paure e fobie - caso 2 Joy, intervista ai proprietari

Joy al parcoCi raccontate la storia di Joy?
Quando abbiamo deciso di prendere un cane sono andata su internet e ho trovato un sito che si occupava di adozioni di cuccioli e cani dai vari canili. Avevamo stabilito che l'aspetto non era importante ma volevamo alcune caratteristiche del carattere del cane.

Cosa era importante per voi riguardo al carattere del cane?
Alcune regole le ho fissate io, avevo bisogno di un cane che non mi creasse problemi dal punto di vista fisico, intendo della taglia, non potevo prendere un canone di 50-60 Kg che poi non avrei saputo gestire, tenendo anche presente che non avevamo esperienza. Non volevo un cane maschio perché avevo notato che spesso sono più litigiosi. Io volevo un cane che fosse socievole con gli altri cani e con le persone, adattabile a tutte le situazioni, che andasse d'accordo con il gatto di casa, che non creasse problemi ai vicini e a i loro bambini. Non avrei scelto un cane nero, se mi fosse capitato lo avrei preso comunque, perché avevo notato che le persone sono più diffidenti nei confronti dei cani neri. Agostino preferiva un cane tipo levriero.

Come è stata fatta la ricerca del cane “giusto per voi” da parte di chi si occupava di queste adozioni? Hanno chiesto le tue preferenze e vi hanno proposto alcuni cani o ti hanno lasciato scegliere tra quelli che avevano a disposizione?

Io sono andata a guardare le foto dei cani adottabili nel Lazio, non sapevo nemmeno in quale canile o rifugio si trovassero e tra le varie opzioni ho visto Joy e, leggendo la descrizione, mi è sembrato che avesse le caratteristiche che noi cercavamo. C'era scritto incrocio labrador, dolcissima, docilissima, adorabile cucciola adattabile a qualsiasi contesto con bambini e anziani. Sembrava perfetta! Ho contattato tramite mail una persona che mi ha mandato un questionario da compilare e lì abbiamo anche scritto le caratteristiche che cercavamo, facendo presente che avevamo il gatto in casa. Sapevamo che Joy era una di 7 cuccioli, abbiamo fissato subito un appuntamento per andare a vederla, quando siamo arrivati al rifugio abbiamo scoperto che gli altri erano tutti prenotati e che la settimana successiva sarebbe rimasta da sola. Abbiamo deciso di prenderla a breve, sembrava buonissima. Ci siamo accordati per tornare pochi giorni dopo, giusto per dare il tempo al rifugio di fare i vaccini e mettere il microchip.

Da quanto tempo sta con voi?
Dalla fine di luglio, sono 8 mesi. Quando l'abbiamo presa ci hanno detto che aveva 2-3 mesi, io credo che fosse poco più grande perché poco dopo ha cambiato i denti, quindi ora avrà circa un anno.

yoi ricerca olfattiva e problem solvingE poi, cosa è successo? Quando è' arrivata a casa era il cane che vi aspettavate?
Purtroppo no, e già prima di portarla a casa qualcosa non andava per il verso giusto. Il giorno in cui l'abbiamo presa era vicino al gattile e abbaiava ai gatti, la responsabile del rifugio era un po' in imbarazzo perché sapeva che avevamo chiesto un cane che potesse andare d'accordo con il gatto di casa. Quel giorno Joy era modello “bambino il primo giorno di scuola”, appena lavata, tutta vaporosa e profumata.

In macchina l'abbiamo messa nel trasportino spruzzato di DAP, come tutta la macchina, avevamo preso una straccio suo dal rifugio con il suo odore e con quello dei suoi fratelli, durante il viaggio in macchina però è stata male, ha vomitato e ci siamo dovuti fermare più volte.

Arrivati a casa eravamo un po' provati dal viaggio, l'abbiamo lasciata libera di esplorare l'ambiente, sembrava affamatissima e le abbiamo dato da mangiare. Ci ha seguito in camera da letto, ringhiando lungo il corridoio, il primo suono che abbiamo sentito da lei è stato il ringhio!

Joy preferiva dormire in un'altra stanza, non veniva in camera con noi, poi però abbiamo deciso di portarla comunque in camera da letto, nel trasportino, perché se rimaneva da sola nell'altra stanza, vicino alla porta di ingresso, abbaiava a qualsiasi rumore provenisse dall'esterno, anche di notte.

Per alcuni comportamenti non sembrava un cucciolo, aveva un piglio da adulto, sembrava molto volitiva anche con i gatti in strada. Abbiamo chiamato il rifugio per far presente con con il gatto in casa non andava per niente bene, Joy lo rincorreva e gli faceva gli agguati. Ci hanno detto di darle bocconcini prelibati quando il gatto era presente per fare un'associazione positiva, perché era ancora un cucciolo e doveva abituarsi alla presenza del gatto.

Il primo problema che si è evidenziato, quindi, è stato con i gatti in casa e fuori. Altra caratteristica che avevate richiesto era che il cane fosse socievole con cani e persone, com'è andata sotto questo aspetto?
Con i cani è andata subito benissimo, Joy è molto competente, sa utilizzare i segnali di calma ed è disponibile a giocare con gli altri. Con le persone non è andata molto bene, nemmeno con noi.

Era estremamente sensibile al contatto fisico, in senso negativo, ad un tocco leggero sobbalzava e guaiva in maniera assolutamente esagerata. Quando poteva si sottraeva al contatto fisico, dentro casa si metteva sempre sotto al divano, proprio in fondo e per “stanarla” dovevamo sollevare il divano.

Dopo la prima settimana che io ho passato con lei (Agostino era fuori per impegni presi precedentemente) ho avuto l'impressione che ci fosse qualcosa di alterato, anche perché riconoscevo i lei alcuni tratti dei bambini autistici.

Nel frattempo stavamo leggendo libri e cercavamo di documentarci, abbiamo creato occasioni per farle fare gradualmente esperienza dell'autobus, che poi avremmo dovuto prendere quotidianamente per andare al lavoro insieme, abbiamo frequentato luoghi rumorosi, siamo andati alla stazione, al mercato,... Devo riconoscere, però, che Joy aveva l'aria preoccupata.

Joy al problem solving con la torreE cosa avete fatto per indagare meglio e risolvere la situazione?
Ci siamo rivolti al dott. Daniele Merlano, veterinario comportamentalista, intorno a ferragosto. Durante la visita Joy ha scelto di mettersi lontano da noi e questo comportamento è stato subito riconosciuto come inusuale ma il dott. Merlano ha consigliato di aspettare per vedere l'evoluzione, in fondo si trattava di un cucciolo ed era presto per dire se queste sue anomalie del comportamento potessero evolvere in senso patologico. Ci ha dato comunque qualche consiglio per superare le difficoltà con la macchina, ci ha suggerito esercizi, giochi e qualche buon libro. Ha anche prescritto lo zylkene, un prodotto naturale che avrebbe potuto essere di aiuto.

In quale direzione è andata l'evoluzione dei comportamenti di Joy?
Si evolveva verso difficoltà maggiori, non solo non voleva salire in macchina ma non voleva proprio uscire da casa. Per tutto il mese di agosto, comunque, abbiamo trovato un equilibrio perché uscivamo sempre a piedi e andavamo in posti per lei gradevoli, dove incontrava altri cani e sembrava più a suo agio.

Volevo abituarla all'autobus ma si mostrava sempre più a disagio, abbiamo preso la macchina soltanto per andare a baubeach.

In casa si prolungavano i periodi trascorsi sotto al divano e non voleva più uscire, soltanto la mattina era più disponibile, forse perché aveva necessità di espletare i suoi bisogni e perché sapeva che si usciva a piedi.

Sempre durante l'estate ci siamo rivolti ad un'educatrice e abbiamo portato Joy al campo per fare un po' di educazione di base, lì il cane stava bene ma il posto era lontano ed arrivare in macchina era davvero faticoso, perciò abbiamo interrotto dopo poche lezioni. Nel frattempo l'abbiamo portata in ufficio per abituarla all'ambiente.

Quando a settembre abbiamo ripreso il lavoro tutti i problemi si sono accentuati perché dovevamo prendere macchina o autobus tutti i giorni, inoltre si è evidenziato il problema con le persone, ogni volta che qualcuno le si avvicinava lei ringhiava e si metteva sotto una poltrona. Aveva una cuccia sotto la scrivania di Agostino in una stanza separata, ma non la utilizzava, preferiva rimanere sotto la poltrona, a vista della porta di ingresso, dove c'è la segreteria. Allora abbiamo provato a mettere la brandina dietro al bancone della segreteria dove sono io (Daniela), ma Joy preferiva sempre stare sotto alla poltrona.

Abbiamo contattato un altro educatore tramite internet e, dopo le prime lezioni a casa, dovevamo recarci da lui, anche lì Joy preferiva mettersi in disparte, inoltre i 15 minuti di macchina erano difficili da sopportare. Anche lui ci ha consigliato letture e ci ha dato indicazioni per risolvere i nostri problemi.

Tutto, però, continuava a peggiorare Joy sbavava e tremava alla vista della macchina e dell'autobus anticipando sempre di più i suoi comportamenti ansiosi, aveva paura di qualsiasi lieve rumore e tentava di fuggire per rumori più forti. L'educatore ci aveva consigliato di portarla alla fermata dell'autobus più volte al giorno e tenerla lì nonostante il suo forte disagio finché non smettesse di aver paura. La cosa non ha funzionato, Joy è scappata correndo in mezzo alla strada terrorizzata e non abbiamo più tentato di ripetere questa esperienza.

Abbiamo provato a farla salire in macchina insieme ad un cane che lei conosce bene e con cui gioca, abbiamo provato a cambiare macchina, per un periodo facevamo un tratto a piedi e poi Agostino ci dava un passaggio, ma Joy ha cominciato a sbavare alla vista di Agostino. Ero fortemente scoraggiata perché Joy era un cane infelice e ancora non si mostrava affettuosa nei nostri confronti.

Cos'altro avete fatto per aiutarla?
Siamo tornati dal dott. Merlano che questa volta ha ravvisato una patologia più seria ed ha prescritto una terapia farmacologica a base di selgian e una terapia comportamentale e ci ha consigliato un altro educatore cinofilo, ma per il momento avevamo deciso di andare avanti da soli, eravamo ad ottobre.

Con l'introduzione del farmaco si sono visti i primi lievi miglioramenti, eravamo ad ottobre. A casa era più incline al gioco anche se era difficile proporre la cosa giusta perché si scoraggiava subito e i giochi che riuscivamo a fare erano sempre gli stessi. Qualche miglioramento anche con le persone, era diventata festosa con chi conosceva bene e più disponibile nei nostri confronti, che rispettavamo il suo disagio ed evitavamo di toccarla.

Alla fine di novembre è entrata in calore e si sono drasticamente ridotte le occasioni di socialità con altri cani, la portavamo in altri contesti dove all'inizio tremava e sbavava, ma dopo un periodo di adattamento andava molto meglio.

Joy cerca un bocconcino sotto a un conettoChe effetto vi ha fatto sapere che Joy aveva bisogno di utilizzare farmaci di questo tipo?
Eravamo preparati a questo, la situazione era troppo “strana” ed era evidente che qualcosa non fosse al suo posto, avremmo fatto qualsiasi cosa per farla star meglio, se i farmaci potevano aiutarla allora erano ben accetti.

...e la terapia comportamentale?
Cominciavamo a pensare che Joy sarebbe stata meglio in un contesto diverso dalla città, ma volevamo fare qualsiasi cosa perchè lei potesse stare bene con noi ed abbiamo deciso di prendere un appuntamento con l'educatrice consigliata dal dott. Merlano, è per questo che ci siamo incontrati con te.

Nel frattempo eravamo andati anche a visitare un'altra scuola cinofila che ci ha proposto di risolvere il problema della macchina con il clicker, ma a noi è sembrata una cosa troppo tecnica e non alla nostra portata.

Ora a che punto siete con la terapia farmacologica e con quella comportamentale?
Abbiamo sospeso il selgian e iniziato una nuova terapia.

Dopo circa 10 lezioni di educazione basata sul gioco le cose vanno decisamente meglio, migliorando la relazione con noi Joy si fida di più, quando vede Agostino arrivare in macchina scodinzola! Anche in strada è migliorata alla presenza di rumori. Non prendiamo più l'autobus da due mesi per non rovinare il lavoro che stiamo portando avanti.

In che modo siete riusciti a migliorare la relazione?
I giochi di intelligenza hanno cambiato il rapporto e dato sicurezza al cane. Finalmente le abbiamo proposto cose che si sentiva in grado di fare e poteva mettersi in gioco in maniera più rilassata. Abbiamo trovato un canale di comunicazione efficace perché abbiamo imparato a conoscere meglio il suo linguaggio e a capire il suo stato d'animo, ora sappiamo utilizzare anche i segnali di calma in maniera appropriata. Siamo più capaci di leggere le sue manifestazioni meno vistose e di capire quando è il momento giusto per fare le cose e quale attività sia meglio scegliere.

Quali risultati avete ottenuto fino ad ora?
Innanzitutto l'interazione con lei, ora Joy viene a cercare il contatto ed è contenta di farsi accarezzare, in macchina è abbastanza tranquilla, esce volentieri, sembra più sicura di sé ed affronta le situazioni con più serenità.

Aspettative per il futuro?
Agostino: migliorare la gestione al guinzaglio e il comportamento in ufficio, ancora abbaia a chi entra. Il rapporto con il gatto è migliorato ma ci sono ancora margini di lavoro

Daniela: esplorare bene tutti gli aspetti del suo comportamento per comprendere dove si può migliorare e dove è necessario accettare lo stato delle cose.



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