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Paure e fobie - caso 3 Diana, intervista ai proprietari

Diana al rifugioMi racconti la storia di Diana?

Diana è arrivata al Rifugio delle Code Felici nel 2003, nata presumibilmente ad ottobre del 2002. Ad aprile del 2003 è stata trovata insieme ai suoi fratelli, tutti spaventatissimi tranne uno, un maschio, l'unico che ha avuto subito una socializzazione normale con le persone e con gli altri cani. Gli altri tre erano tutti spaventati come Diana.

Diana è stata tanti anni nella stessa gabbia con il fratello, quello più socievole, che è morto nel 2009, un anno prima che io la conoscessi. Mi hanno raccontato che Diana ha subito molto questa perdita, è stato un vero trauma perchè erano molto legati. Successivamente ha cambiato altri due compagni di gabbia, di cui uno è stato adottato subito e l'altro, Zago, è rimasto con lei fino al momento dell'adozione da parte nostra. (...)

 

Noi l'abbiamo conosciuta a novembre del 2010 alla festa di Natale del Rifugio. Mia figlia, G., quando l'ha vista se ne è innamorata, ha detto “è mia sorella, è nata anche lei nel 2002”. Abbiamo fatto subito l'adozione a distanza e quando alle sue continue richieste di prendere un cane le ho detto che appena la situazione familiare ce lo avrebbe permesso avremmo preso un cucciolo o un altro cane che rispondesse alle caratteristiche che piacevano a lei, G. mi ha risposto che ormai aveva preso un impegno con Diana e che voleva prendere lei. Non era un buon momento della nostra vita familiare ma a questo punto non avevo più tanta scelta, mentre per un cucciolo avremmo potuto aspettare un momento più adatto con Diana non c'era tanto tempo, visto che era già un cane di 9 anni. Insieme alle volontarie abbiamo iniziato a fare dei tentativi di avvicinamento per vedere se era possibile pensare ad un'adozione reale dopo quella a distanza. Così tutte le domeniche andavo al Rifugio sia con G. che da sola e portavano Diana e Zago in un piccolo recinto dove Diana cercava sempre di nascondersi ma lo spazio aperto e non troppo grande in qualche modo la costringeva ad avvicinarsi. Da gennaio 2011 ai primi di giugno abbiamo continuato con gli incontri domenicali finchè Diana ha iniziato ad accettare cibo dalle mie mani.

La prima volta che Diana ha cercato un contatto con me è stato in una giornata in cui io ero un po' giù per motivi personali e lei è venuta, mi ha appoggiato il muso su una gamba e ha accettato qualche carezza prima di allontanarsi di nuovo. Quella è stata la sua prima dimostrazione di fiducia.

Da quel momento ho iniziato anche ad entrare nella sua gabbia per darle da mangiare.

Perchè avevi accesso alla sua gabbia? Eri volontaria presso il rifugio?

No, in quel momento non ero volontaria, lo ero stata tanti anni prima e conoscevo le persone. Ho ripreso a fare la volontaria andando la domenica per Diana. Una domenica sì e una no ero con mia figlia e andavamo solo per stare con Diana, la domenica che andavo da sola operavo anche come volontaria.

Come è proseguito il tuo approccio a Diana e la conoscenza con tua figlia?

Quando c'era anche G. entravamo insieme nella gabbia, pensavo che per G. ci volesse più tempo per l'avvicinamento e invece è stato automatico. Diana si è avvicinata subito a lei, forse perchè era con me, forse perchè è una bambina, comunque si è avvicinata spontaneamente e si è lasciata accarezzare.

A luglio abbiamo fatto la prima prova a casa per tre giorni. Purtroppo non è andata bene perchè in strada sono caduta e mi è sfuggito il guinzaglio, Diana si è spaventata ed è scappata via. L'abbiamo rincorsa per mezz'ora prima di riuscire a riprenderla. Sono riuscita a farmi avvicinare quando ho smesso di correrle dietro e mi sono abbassata, è stato istintivo perchè allora non avevo le conoscenze che ho adesso. Quando finalmente ho ripreso il guinzaglio in mano ero la persona più felice del mondo, ho giurato che non avrei più fumato e da allora non ho più fumato!

Credo che questa esperienza sia stata molto traumatica per lei, oltretutto ha rischiato di essere investita e forse è stata urtata da una macchina, quindi l'ho portata anche in clinica per lastre e accertamenti. Fortunatamente era tutto a posto e il giorno successivo l'abbiamo riportata al rifugio.

Prima di questo fatto lei in strada camminava, malgrado la paura, il blocco totale è arrivato dopo questa esperienza. Quando l'abbiamo ripresa la volta successiva era molto più spaventata. L'ho presa ad agosto quando ero in ferie per una settimana, da sola e mia figlia non c'era. In quella settimana l'ho portata sempre a spasso la sera tardi o la mattina presto quando non c'era tanto movimento in strada. Ho cercato di non forzarla troppo anche se per uscire dovevo farlo perchè lei stava immobile sul letto e non faceva mai nulla, all'inizio non mangiava nemmeno, dovevo portare la ciotola in camera e uscire e solo dopo lei scendeva dal letto per mangiare.

Abbiamo lasciato passare un po' di tempo per vedere se le cose miglioravano e invece l'atteggiamento era sempre lo stesso. Quando capitava che la facevamo uscire di giorno si spaventava per tutto: saracinesche dei negozi, macchine, persone...e cercava di scappare strattonando il guinzaglio.

Abbiamo quindi deciso di cercare aiuto contattando un educatore cinofilo e poi il dott.Colangeli.

Diana in esplorazione del terrazzo oggiQuali sono state le tappe dell'evoluzione della vita di Diana con voi?

Forse con lei abbiamo fatto proprio le cose giuste al momento giusto. All'inizio ero restia ad usare farmaci ma se portano a questi risultati, ben vengano le medicine. Ora Diana è un cane diverso, curioso, cerca il contatto.

A parte i farmaci, quello che abbiamo fatto è stato proporre attività diverse: giochi di attivazione mentale con i wurstel sotto ai bicchieri, la ricerca di bocconcini, farla passare sotto alle gambe. Abbiamo lavorato perchè si interessasse alla cuccia affinchè scendesse di più dal letto e potesse contare su qualcosa che le desse sicurezza e che potesse essere trasportabile. Su questa cosa è andata ancora meglio di quanto si potesse sperare perchè ora non solo è affezionata alla sua cuccia, ma si sdraia e si rilassa su qualsiasi tappetino. Quando è molto spaventata va sulla sua cuccia, quella vicino al letto dove si sente riparata e protetta.

Perchè nascesse questo legame con la cuccia abbiamo fatto giochi divertenti, attività interessanti e l'abbiamo premiata tutte le volte che ci andava spontaneamente.

Questi sono solo i primi miglioramenti e Diana ha cominciato ad avere un'idea di se' stessa più attinente alla realtà, a volte pensavo che lei non sapesse nemmeno di essere un cane.

Le ha fatto molto bene stare con Zago, qualche volta che l'ho tenuto a casa in stallo per qualche giorno, avevo pensato di adottare anche lui ma la gestione familiare non me lo permette. La compagnia di un altro cane la rendeva più sicura soprattutto fuori casa.

Un'altra cosa che è cambiata è che ora Diana si interessa a qualche giocattolo, soprattutto cose meccaniche che si muovono ma anche a un pupazzo di G., ogni tanto lo prende e lo porta in giro per casa.

Il miglioramento più grande è stato quando siamo andati tutti in vacanza al mare per 15 giorni. E' stata a contatto con altre persone e si è resa conto che mio padre e mia madre, mia sorella e mio cognato, i cuginetti di G. non erano un problema tanto che è stata lei a decidere di avvicinarsi a loro. Tutte le sera facevamo la passeggiata insieme a Gedeone, il cane di mia sorella e lei sembrava più sicura e più serena.

Un altro cane che ha permesso qualche miglioramento è Cleo, il cane di una volontaria del rifugio che ci ha accompagnato in passeggiata in alcuni parchi e con cui Diana è stata libera nell'area di sgambamento del rifugio. In una di queste occasioni mi sono resa conto che il richiamo funzionava, se la chiamavo con un fischio lei arrivava immediatamente. Purtroppo però nei parchi non posso lasciarla libera perchè se sente un rumore o se sbuca qualcuno all'improvviso si spaventa e ho paura che possa scappare.

Prossimamente organizzerò incontri con altri cani sempre in ambiente protetto in modo che Diana possa socializzare in tutta sicurezza.

Avevo dimenticato di dire che Diana ha iniziato a leccarsi una zampa un paio di mesi dopo che è venuta a casa, prima non lo faceva e quella è stata una delle ragioni che ci ha spinto a cercare aiuto. Un conto era lasciarle del tempo per ambientarsi ma quello era un sintomo di forte disagio che non potevo trascurare, ero un po' spaventata. Questa estate aveva smesso del tutto poi ha ripreso a leccarsi qualche volta forse nel tentativo di attirare l'attenzione e dopo l'interruzione dei farmaci ha smesso definitivamente e ora il pelo sta ricrescendo.

La settimana scorsa ho ospitato due cani del rifugio per l'emergenza Tevere a seguito di tutta questa pioggia. Sono stati qui tre giorni e lei si è leccata la zampa, era gelosa se davo attenzione a loro.

Fuori casa ora come va?

Questa è l'unica nota dolente. Diana ha ancora paura delle persone e quando qualcuno ci passa vicino sul marciapiede lei si sposta dalla parte opposta. Ci sono giorni in cui è più serena e ignora le persone anche vicine, stranamente ci sono persone alle quali lei passa vicinissimo come se non esistessero e altre persone che la spaventano e si fa da una parte.

Tende a percorrere sempre la stessa strada ma a volte riesco a fare percorsi alternativi, addirittura qualche giorno fa l'ho portata a prendere G. a scuola perchè la bambina lo desiderava. All'ora di pranzo c'è meno confusione rispetto alla mattina, Diana era molto spaventata ma appena è uscita G. e abbiamo attraversato la strada per andare verso casa si è tranquillizzata subito.

Un altro problema sono ancora gli altri cani lei tende a scappare da tutti, non ce n'è nessuno tra quelli che incontriamo che le abbia destato un qualche interesse, spontaneamente non si avvicina a nessuno nemmeno se io mi fermo e invito l'altro cane ad avvicinarsi.

Non ha sviluppato alcun tipo di rapporto nemmeno con i due cani che ho tenuto in stallo in casa.

Secondo te quanto è cambiata la qualità della vita di Diana?

Ci sono stati momenti in cui tutti ci siamo chiesti se avessimo fatto bene a prenderla e se lei non fosse uno di quei cani che alla fine potesse stare meglio in canile. Questo è stato un pensiero che ho avuto ancora dopo i primi miglioramenti, ma mi è passato questa estate e non soltanto non ce l'ho più ma sono certa che abbiamo fatto benissimo a prenderla e secondo me la vita di Diana è migliorata davvero molto. Secondo me può ancora migliorare tantissimo, vorrei che lei riuscisse vivere serenamente il rapporto con gli altri cani e vorrei che per lei fosse un po' più facile la passeggiata. Vorrei che trovasse piacevole uscire e secondo me ci si può arrivare perchè lei ha dimostrato di essere pronta e di voler stare meglio. Secondo me la sua vita è migliorata del 100%.

Quanto ha inciso il fatto di essere un cane così impegnativo nella vostra vita?

Ha inciso tanto ma in modo positivo nel senso che mettere amore e impegno nel rapporto con un cane e vedere il risultato che inizialmente era probabilmente insperato diventare invece una realtà credo che sia una soddisfazione grandissima soprattutto perchè lei non è un cucciolo è un cane di dieci anni e questa soddisfazione per la nostra vita è una cosa che non dimenticheremo mai e che ci ha arricchito. E' una di quelle cose che ti fa pensare che non esiste nulla di impossibile. L'amore, l'impegno e la buona volontà in questo caso hanno dato un grosso risultato.

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