home casi di studio storie particolari Aiuto! il mio cane è aggressivo?

Aiuto! il mio cane è aggressivo?

rocco al parco"Chissà cosa pensava di me Rocco quando, entrando al parco, accorciavo ancora di più il guinzaglio, tiravo facendo scorrere il collare a strangolo e imponevo il seduto urlandogli nelle orecchie ogni volta che si interessava a un altro cane" L.

Ora Rocco ha una bella pettorina ed un guinzaglio lungo ed i suoi proprietari (L.-lui e D.-lei) lo trattano con gentilezza e rispetto e lui ricambia con attenzione alle loro richieste e gestendo con tranquillità gli incontri con altri cani anche quando è libero.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo la storia di Rocco, un cane come tanti. Si tratta di un boxer maschio di 5 anni, arrivato in casa di D. e L. cucciolo insieme ad una bassottina anch'essa cucciola, Anita. La bassotta è sempre stata timida ma mai problematica con gli altri cani; Rocco, invece, già all'età di 3-4 mesi ringhiava e si mostrava aggressivo, perciò L. e D. erano restii a liberarlo insieme ad altri cani limitando di fatto le esperienze sociali del cane. (...)

Crescendo Rocco diventava sempre meno gestibile anche al guinzaglio ed i proprietari si sono rivolti ad un "addestratore" che ha consigliato la castrazione e lo ha sottoposto ad un severo addestramento basato su metodi coercitivi di tipo tradizionale. Dopo l'addestramento Rocco rispondeva a qualche "comando" di base ma solo al campo, mentre nella vita di tutti i giorni rimaneva "impossibile" da gestire tanto che l'addestratore si è dichiarato sconfitto adducendo la solita scusa del cane dominante e non addestrabile. Viste le innegabili difficoltà di gestione Rocco veniva portato a spasso sempre meno, aveva comunque un ampio terrazzo e la compagnia di Anita, finchè un giorno D. si è rivolta all'asd Parola di Cane, incuriosita da un nuovo approccio all'educazione e fiduciosa nella possibilità di riuscita.
Già al primo incontro D. e L. si sono resi conto che per ottenere miglioramenti significativi nella vita di Rocco (e nella loro) qualcosa doveva cambiare drasticamente, avevano solo bisogno di una guida che li aiutasse a guardare il mondo da un'altra prospettiva:  quella del proprio cane!
Parola di Cane ha affidato Rocco e la sua famiglia ad un petcoach, un agevolatore della relazione con il cane, per migliorare la qualità della loro vita e favorire il pieno sviluppo delle abilità sociali del cane. E' stato proposto a D. e L. un approccio completamente diverso dal metodo coercitivo tradizionale e più evoluto rispetto al metodo gentile.
L'approccio cognitivo-zooantropologico utilizza anch'esso metodi gentili basati sul rinforzo positivo e rispetta le caratteristiche etologiche del cane, ma va oltre perché si rivolge alla mente del cane, alle sue capacità di apprendimento ed allo sviluppo del suo potenziale cognitivo, entrando in un ambito propriamente pedagogico.

Per favorire il processo di apprendimento è necessario mettere il cane nella condizione migliore per imparare, quindi è necessario soddisfare i suoi bisogni primari e tenere sempre a mente che un comportamento "indesiderato" altro non è che l'espressione di un bisogno insoddisfatto.

Prima di impostare il lavoro si è proceduto con una minuziosa anamnesi per meglio comprendere i meccanismi che potevano aver scatenato comportamenti di tipo "aggressivo" e rendersi conto se fosse necessario chiedere l'intervento di un medico comportamentalista.

Dal primo colloquio con i proprietari sono emersi con chiarezza i problemi lamentati:

"Rocco è aggressivo con gli altri cani, quando è al guinzaglio si lancia ringhiando contro tutti i cani che vede, è difficile trattenerlo e impossibile lasciarlo libero, salta addosso alle persone che entrano in casa"

e sono stati da loro definiti i seguenti obiettivi:

"fare una passeggiata rilassata con Rocco tranquillo al guinzaglio e poterlo liberare insieme ad altri cani, tenerlo libero in casa quando entrano ospiti (per ora viene chiuso fuori al terrazzo per evitare incidenti)"

Partendo dai "problemi" lamentati si è cercato di stabilire quali fossero i bisogni che Rocco chiedeva di soddisfare manifestando tali comportamenti e poi è stata approntata una programmazione in due parti.

Rocco saltava addosso alle persone semplicemente perchè molto eccitato da un evento che in qualche modo movimentava la sua giornata, per il resto abbastanza monotona. Il comportamento verso gli altri cani sembrava legato, in parte sempre ad uno stato di alta eccitazione durante le passeggiate e in parte alla mancanza di esperienza, sostanzialmente Rocco non sapeva gestire la situazione, non aveva soluzioni per affrontare l'incontro con un altro cane e reagiva cercando di allontanarlo.

La prima parte della programmazione è stata approntata in modo da:

  1. soddisfare alcuni bisogni fisiologici poco rispettati (frequenza, durata e qualità delle passeggiate) e migliorare la relazione tra cane e proprietari
  2. accreditare i proprietari agli occhi del cane (gestione delle risorse alimentari, dei giochi e delle uscite) in modo che Rocco potesse rifersi di più a loro e fidarsi della loro conduzione in strada
  3. insegnare a L. e D. a comprendere i segnali di comunicazione tra cani e sviluppare la loro capacità a rispondere efficacemente
  4. autoaccreditare il cane, far crescere la fiducia nelle proprie capacità e favorire il rilassamento, sviluppare le capacità cognitive

Durante questa prima parte della programmazione si è utilizzato molto il gioco per sviluppare le capacità cognitive del cane, migliorare la sua autostima e la fiducia nei proprietari; L. e D. hanno approfondito le tematiche legate alla comunicazione tra cani e tra persone e cani e sono diventati molto abili nell'utilizzare la comunicazione non verbale per relazionarsi a Rocco e trasmettere calma.
Svolta questa prima parte e verificati i risultati raggiunti (Rocco era molto più tranquillo in casa e meno reattivo nei confronti degli atri cani nonostante il lavoro sia stato fatto esclusivamente a casa), ci si è potuti dedicare in maniera più specifica al raggiungimento degli obiettivi prefissati attuando la seconda parte del programma:

  1. sviluppo delle abilità della gestione al guinzaglio da parte dei proprietari
  2. potenziamento delle competenze sociali del cane
  3. acquisizione delle abilità necessarie per la gestione in libertà da parte dei proprietari
  4. socializzazione con altri cani
  5. passeggiata in situazione reale e incontro con cani in libertà

Una volta acquisita una buona abilità nella condotta al guinzaglio e dopo aver sperimentato con successo alcune modalità di centripetazione (riuscire ad ottenere rapidamente l'attenzione del cane anche in condizioni di forti distrazioni), era evidente che l'intervento del veterinario comportamentalista non fosse necessario e si è deciso di procedere con l'aiuto di qualche cane-spalla.

rocco e flukeRocco si è relazionato con cani diversi incontrandoli a distanza e al guinzaglio. I proprietari hanno avuto l'opportunità di osservare i segnali di calma e di rinforzare Rocco quando rispondeva in maniera appropriata.  Già al primo incontro con Zoe, una femmina di golden retriever di indole molto tranquilla e socievole con tutti, la distanza è stata ridotta progressivamente fino ad arrivare a soli 2 metri, i cani hanno scelto di non avvicinarsi di più e di non entrare in contatto. Rocco è rimasto sempre molto tranquillo ed attento ai movimenti di L. che lo richiamava prontamente per premiarlo ogni volta che i cani si guardavano.
Come secondo cane Rocco ha incontrato Buck, un maschio più grande di età e di taglia, e in questo caso si è scelto di lasciare sempre i cani a distanza di circa 10 metri in modo che Rocco potesse collezionare un'altra esperienza positiva relazionandosi a distanza con un cane molto comunicativo.
Il terzo giorno è stato utilizzato Fluke, pastore belga maschio, un cane con molte esperienze sociali, in grado di gestire al meglio gli incontri con cani sconosciuti.
Il lavoro è iniziato come al solito con un lavoro a distanza, che progressivamente è stata ridotta, fino quasi al contatto; entrambi i cani si sono mostrati sempre tranquilli ed hanno comunicato scambiandosi segnali di calma e scegliendo traiettorie curve, assecondati dai loro conduttori, entrambi molto abili. Prima di lascire i cani in libertà è stata testata la capacità di L. di centripetare Rocco anche in presenza di una forte distrazione come un cane che si muove lì vicino: L. ha chiesto a Rocco un "resta" mentre Fluke e il suo conduttore passeggiavano molto vicini. A quel punto le due coppie si sono allontanate e i cani sono stati liberati: i proprietari si muovevano sapientemente e i cani li seguivano a distanza ignorandosi tra loro finchè Fluke ha deciso di farsi una bella corsa, a quel punto Rocco lo ha inseguito con "atteggiamento predatorio" ed ha appoggiato la bocca aperta sul posteriore di Fluke che, con tranquillità, ha brontolato e redarguito Rocco. Rocco allora si è fermato ed è tornato da L. che nel frattempo si era allontanato da lui così come la proprietaria di Fuke si era allontanata dal proprio cane.
Dopo aver lasciato un tempo sufficiente ai cani per riposarsi è stata data l'occasione per incontrarsi di nuovo, sempre in libertà, seguendo i loro proprietari prima a grande distanza poi più vicini.
Rocco si è avvicinato con tranquillità a Fluke che si è girato per mostrare il fianco, ha abbassato la testa e distolto lo sguardo lateralmente, Rocco è rimasto fermo per un po', impettito e in attesa ma ha capito immediatamente la comunicazione e si è allontanato con calma, Fluke ha proseguito il suo cammino.
La lezione è stata interrotta a questo punto, dopo che Rocco aveva acquisito un'altra importante tappa nello sviluppo della socialità: ha imparato che il suo atteggiamento "predatorio" ha avuto una risposta decisa di intolleranza; ha imparato che è bene non avvicinarsi ad un cane che comunica la sua intenzione a non volersi confrontare, ha imparato che L. non è disposto a spalleggiarlo e che deve vedersela da solo quando incontra un altro cane.
Prima di proseguire con le altre tappe della programmazione si è deciso di intervenire sull'atteggiamento predatorio di Rocco e di provare a disincentivare la motivazione a rincorrere gli altri cani. L. ha lavorato molto bene con lui e dopo due sole settimane Rocco era perfettamente in grado di controllarsi sia al lancio della pallina sia in presenza di altri cani che correvano.
Nel frattempo Rocco continuava a collezionare esperienze positive con cani incontrati casualmente al parco ed era ormai pronto per un'altra prova in libertà, con cani appositamete scelti per una "passeggiata sociale". A questo punto mancava soltanto la prova finale: passeggiata in situazione reale ed incontro di altri cani sconosciuti in libertà. Rocco e L. hanno superato brillantemente la prova gestendo al meglio l'incontro con cani diversi sia in area cani sia al guinzaglio e sono ormai pronti per godersi le loro lunghe passeggiate insieme!

rocco, anita e pilu' al parcoLa storia di Rocco è esemplare sotto molti aspetti:
quello che i proprietari lamentano come "problema di comportamento" spesso è una naturale conseguenza delle abitudini di vita imposte al cane e alla carenza nel soddisfacimento di alcune necessità, come quella di fare lunghe passeggiate e poter sperimentare l'incontro con altri cani diversi ogni giorno, di giocare e sviluppare a pieno la propria intelligenza per risolvere il "problema" è necessario ridefinire la relazione cane-proprietario e favorire la fiducia del cane nelle scelte del conduttore i proprietari, a loro volta, devono acquisire abilità nella comunicazione e nella gestione quotidiana del cane.

Nel caso di Rocco gli obiettivi fissati sono stati pienamente raggiunti in 12 lezioni distribuite in un arco di tempo di circa 4 mesi.

Anita ha seguito la prima parte del programma e questo è stato sufficiente perchè acquistasse sicurezza in sé stessa e fiducia verso gli altri, inoltre il fatto di essere più rilassata e di trovarsi a fianco di un Rocco più sicuro e tranquillo ha fatto sì che ora la bassotta sia meno agitata anche fuori casa. Questi cambiamenti hanno influito notevolmente sul comportamento della coppia Anita-Rocco, infatti se prima Anita abbaiava agitata e Rocco si sentiva in dovere di fare "qualcosa" ora Rocco sa gestire meglio l'incontro con gli altri cani e Anita non ha più motivo di agitarsi, piuttosto sta imparando da Rocco a restare tranquilla in presenza di altri cani, tanto che Rocco e Anita si possono oggi permettere di fare dell'attività di "branco" al parco insieme a altri cani!

Non sappiamo dare una risposta alla domanda di L. su cosa pensasse Rocco del comportamento del proprio accompagnatore, sicuramente sappiamo cosa può pensare Rocco oggi quando va al parco: dai umano,  andiamo che ho voglia di venire con te alla scoperta del nostro piccolo mondo!


Condividi questo articolo

 

privacy ~ copyright ~ area riservata
C.F. 7610400588
crediti
[Top]